Faceva un caldo insopportabile ad Ajegungle quel pomeriggio,
quando la signora West iniziò a sentire le prime fitte addominali. Un dolore
insopportabile, tipico di un parto imminente. Nella capanna iniziò un breve
travaglio che portò alla nascita di un fantastico pargoletto che non voleva
saperne di piangere.
Occhi sbarrati, viso rilassato, il bimbo venne posato su una cesta di vimini, subito abbandonata poichè poco comoda. Sì perchè al cucciolo le cose facili non sono mai piaciute. Iniziò un feroce dibattito su come chiamarlo, si ipotizzarono diversi nomi, fino a quando arrivò un'illuminazione...Taribo! "Pensate, Taribo West, caspita suona benissimo!" esclamò il padre gonfio d'orgoglio per la sua nuova creatura.
Occhi sbarrati, viso rilassato, il bimbo venne posato su una cesta di vimini, subito abbandonata poichè poco comoda. Sì perchè al cucciolo le cose facili non sono mai piaciute. Iniziò un feroce dibattito su come chiamarlo, si ipotizzarono diversi nomi, fino a quando arrivò un'illuminazione...Taribo! "Pensate, Taribo West, caspita suona benissimo!" esclamò il padre gonfio d'orgoglio per la sua nuova creatura.
Passarono gli anni
e Taribo divenne il pilastro dell'intera economia famigliare: ottimo venditore
della tipica torta ai fagioli nigeriana (Akara), egli triplicò gli introiti
della stirpe West, arrotondando il tutto avviando una semplice, ma efficace,
compravendita di pesce. Di qui si potè già intuire l'abitudine e la facilità di
conversazione del protagonista di questa storia.
Nel tempo libero,
Taribo si dilettava a giocare a calcio al campetto di Port Harcourt, dove tra una
scivolata e uno stacco imperioso venne notato dagli osservatori della famosa
società calcistica del Julius Berger. Un bivio si prospettò di fronte a lui:
continuare con la vendita dell'Akara o tentare la carriera sportiva? Per
fortuna nostra (ma soprattutto sua), il buon Taribo scelse la seconda opzione.
Non vogliamo
soffermarci troppo sulla carriera dell'eclettico difensore nigeriano, ma per
dovere di cronaca vi elenco alcuni dati che altro non possono fare che
confermare che Taribo sia stato il più forte difensore della storia nigeriana e
non solo: Auxerre, Inter, Milan, Derby County, Kaiserslautern, Partizan
Belgrado i nomi delle squadre più famose in cui ha giocato, 41 presenze in
nazionale arricchite da una medaglia d’oro vinta all’Olimpiade di Atlanta nel
1996 (sì, era quella Nigeria che tutti noi prendevamo sempre a Fifa, dove lo
schema era Uestolisèocociababangidacanu-gol).
Non sono mancati i momenti difficili, come quando scagliò la
maglietta contro il povero Gigi Simoni reo di averlo sostituito, o come quando
si recò da Marcello Lippi dicendogli che Dio in persona gli aveva comunicato
che avrebbe dovuto giocare: singolare la risposta del tecnico viareggino: “Davvero?
A me ha detto proprio niente"). O come quando sua moglie Atinuke lo denunciò per
violenza nel 2002, perché a detta della donna, il matrimonio non venne mai
consumato.
Autoproclamatosi prete pentescotale, è di questi giorni la notizia
che Taribo sia in realtà nato il 26 marzo del 1962 e non del 1974 come si è
sempre creduto. Facendo un rapido calcolo, quando la “Trecciolina” era di color
rossonero, le primavere erano ben 35!
A noi, sinceramente non interessa sapere quando sia nato, noi
vorremo sempre bene a Taribo, e siamo felici che nel bene o nel male abbia
lasciato una “treccia” indelebile nel nostro cuore.
In foto il cinquanquarantatrenne Taribo West durante una sua
omelia.

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