mercoledì 25 settembre 2013

"Un Peisino, due misure": Una vita senza l'IVA



Senza che nessuno dello staff lanciasse una rubrica per i nostri fan, qualcuno è comunque riuscito a forzare la cassetta delle lettere. Ed ecco cosa è spuntato: un racconto di vita vissuta, dei retroscena anche piuttosto scabrosi sulla vita di una nota signora dello spettacolo in tricolore e di un celebre leader politico.
Il testo è talmente coinvolgente, talmente sofferto, talmente non richiesto che in questo preciso momento nasce la rubrica "Un Peisino, due misure". Spazio ai visitatori del blog, spazio ai vostri pensieri. Vi passa qualche minchiata per la testa? Traducetela in parole (preferibilmente italiane) e scrivete a comepaneegatto@gmail.com, specificando nell'oggetto "Un Peisino, due misure". Dai, che più siamo e meglio stiamo. E meno mangiamo. E tutti insieme, dimagriamo.


Salve,
Mi chiamo Pier Luigi, sono un uomo sulla sessantina con pochissima allegria nel cuore e ahimè tanto tempo libero durante il quale i ricordi riescono comodamente a torturarmi.
Il rimpianto più grosso della mia vita parla di un amore mai nato, di una donna ormai invecchiata, ma che un tempo fu giovane e bella. Questa donna mi fece innamorare perdutamente molto tempo fa, anche se lei non lo ammetterebbe neanche ancora oggi, dicendo sicuramente di non essersene accorta, o al più, di non averlo fatto apposta. 


Quello che invece era fatto apposta era il destino, già scritto per noi: entrambi romagnoli, nati e cresciuti a meno di 100km di distanza, ci conoscemmo alla sagra del crudo di Langhirano, quando ancora il telefonino non esisteva, feisbuc era nient’altro che la piazzetta davanti alla chiesa del paese e i tag erano quelle indimenticabili fervide occhiate tra le luci soffuse della balera. Quella sera ci conoscemmo, il fascino della ragazza più grande mi conquistò immediatamente e, con il prezioso aiuto del Lambrusco, anche io riuscii inspiegabilmente a conquistare il suo interesse! Ballammo, bevemmo e facemmo all’ammore… Feci ballonzolare il suo corpo (già flaccido) in un campo poco lontano dalla pista da ballo, con la musica che ancora ci raggiungeva per accompagnare i nostri movimenti affannati e le stelle che provavano ad abbronzare i nostri corpi sudati. Nonostante la pessima figura che feci a causa del rigurgito alcolico e della scomodità di trombare sulla meliga appena falciata le biascicai “io ti darò di più” e ci giurammo amore eterno. L’indomani capii però che per lei l’eternità era la durata di una notte: "E' partita per un provino a Milano” mi dissero; “E' partita per sempre”, pensai. 

Grande carriera lei e onesta carriera io. Due vite parallele ma distanti come meridiani su diversi pianeti. Le scrissi del mio amore più di una volta senza però mai esser preso sul serio. Poi un bruttissimo giorno del 2008 mi arrivò una notizia e riuscii finalmente, dopo quasi quarant’anni, ad aprire gli occhi. Era scesa in politica, la mia amata. Testarda lei, che con la politica c'entrava come Emilio fede con una maggiorenne, lo fece sicuramente come una pazzia d’amore. Io interpretai la sua decisione come una scelta di una direzione di fronte a un bivio e per me fu subito shock. Mi voleva comunicare indirettamente che aveva scelto Lui, ammazzando le ormai deboli ma resistenti speranze che ancora possedevo dentro al cuore. Voleva dirmi che ancora una volta avrebbe vinto quello là, il grande baùscia venuto da Milano, l’uomo e il tipo di uomo che per tutta la vita avevo combattuto ma che, purtroppo, tutta la vita avevano vinto su di me e sui miei sogni, portandomi via prima il sorriso, poi l’anima e adesso il cuore. Voleva dirmi che, come altre mille troie, anche lei preferiva lo splendore dei ricchi e corrotti artigli del giaguaro al romantico e malinconico odore di sigari su pagine ingiallite di un libro di poesie…
 

Beh allora oggi, se posso, vorrei usare queste pagine dalla grandissima eco mediatica per togliermi anche io, come faceva un mio amico, un sassolino dall’orecchio (perché fa un male cane). A proposito di cane, mi sembra giunto, dicevo, il momento di lanciare questa pulce e poi togliere la mano perché quella ragazza che mi ha sempre preferito un altro e che forse è stata la causa scatenante di tutti i fallimenti della mia vita, oggi è disperatamente vecchia e non più appetibile…  E allora…
Vaffanculo Iva Zanicchi!

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